Covid e influenza Spagnola: differenze di mortalità tra giovani e anziani
- La pandemia di Covid-19 e l'influenza Spagnola del 1918 rappresentano due eventi globali capaci di sconvolgere il mondo, caratterizzati tuttavia da profonde differenze nei tassi di mortalità e...
- Questa divergenza nei modelli di mortalità continua a interrogare gli scienziati, lasciando aperto il mistero sul motivo per cui la Spagnola colpì così duramente i giovani adulti, a...
- Le due malattie erano provocate da virus completamente diversi.
La pandemia di Covid-19 e l’influenza Spagnola del 1918 rappresentano due eventi globali capaci di sconvolgere il mondo, caratterizzati tuttavia da profonde differenze nei tassi di mortalità e nei gruppi di età colpiti. Nel 1918 un giovane di trent’anni apparentemente sano poteva morire nel giro di pochi giorni, mentre nel 2020 il rischio di perdere la vita era molto più elevato per una persona di ottant’anni, soprattutto in presenza di altre malattie.
Questa divergenza nei modelli di mortalità continua a interrogare gli scienziati, lasciando aperto il mistero sul motivo per cui la Spagnola colpì così duramente i giovani adulti, a differenza del coronavirus.
Differenze biologiche tra i virus
Le due malattie erano provocate da virus completamente diversi. La Spagnola fu causata da un virus influenzale A del sottotipo H1N1, il cui patrimonio genetico era suddiviso in otto segmenti, capaci di scambiarsi quando due virus differenti infettavano la stessa cellula. Il Covid-19 è invece provocato dal SARS-CoV-2, un coronavirus appartenente a una famiglia che possiede un unico filamento di RNA non suddiviso in segmenti.

Anche i meccanismi di infezione cellulare differiscono: il virus influenzale possiede la proteina emoagglutinina per agganciarsi alle vie respiratorie, mentre il coronavirus utilizza la proteina Spike per legarsi al recettore ACE2, presente in diversi tessuti dell’organismo e responsabile nei casi gravi di complicazioni a carico di più organi.
Bilancio globale delle vittime
Le stime storiche dei Centers for Disease Control and Prevention indicano che la Spagnola infettò circa 500 milioni di persone, pari a un terzo della popolazione mondiale dell’epoca, con almeno 50 milioni di morti e ipotesi che arrivano a 100 milioni. La pandemia da coronavirus ha registrato oltre sette milioni di decessi ufficiali secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, sebbene l’ente abbia stimato circa 14,9 milioni di decessi in eccesso per il solo biennio 2020-2021, includendo sia gli effetti diretti che quelli indiretti dell’infezione.
