Lino Guanciale Messina Denaro Arrest: The Normalcy of Heroes
- Nella mini serie tv di Pietro Valsecchi «L'invisibile», in prima visione su Rai1 il 3 e 4 febbraio, il racconto dei 90 giorni che hanno preceduto la cattura...
- «Non è una serie di mafia, ma una storia di Stato», ha spiegato Guanciale in occasione della presentazione della fiction, ieri a Roma.
- E su Messina Denaro ha aggiunto: «Ricordo da ragazzo il senso di angoscia che scatenava il suo nome.
di Natalia Distefano
Nella mini serie tv di Pietro Valsecchi «L’invisibile», in prima visione su Rai1 il 3 e 4 febbraio, il racconto dei 90 giorni che hanno preceduto la cattura del boss siciliano.Protagonisti Guanciale, Levante, Leo Gassmann e Ninni Bruschetta, per la regia di
Guanciale: «Non è una storia di mafia, è una storia di Stato»
«Non è una serie di mafia, ma una storia di Stato», ha spiegato Guanciale in occasione della presentazione della fiction, ieri a Roma. «Abbiamo ricostruito ciò che è realmente accaduto, con un lavoro di documentazione minuzioso e con la fondamentale collaborazione dei Carabinieri che parteciparono all’operazione – ha raccontato l’attore -. Ma si è scelto di non usare i loro veri nomi per evitare di personalizzare questo successo, che è di tutta l’Italia, evitando la retorica degli eroi solitari».
Nella fiction Lucio Arcidiacono diventa quindi Lucio Gambera: «Interpretarlo è stata una responsabilità enorme – ricorda Guanciale – . Perché credo sia importante che il pubblico possa riconoscersi in figure come la sua, in uomini e donne che ogni giorno combattono per il nostro Paese con grande coraggio, ma che nel privato hanno imperfezioni, indecisioni, fragilità. L’obiettivo è stato veicolare l’idea che ognuno di noi può spostare un pezzetto di mondo, per renderlo un posto migliore».
Parlare di mafia in tv, un’urgenza culturale
La serie, una produzione Camfilm con Rai Fiction, è stata girata nel palermitano. «L’intenzione iniziale era di girare a Trapani,nei luoghi di Messina Denaro – ha spiegato il regista Michele Soavi – ma poi ci è stato fatto elegantemente notare che era meglio non entrare a casa sua».Un motivo in più questo, secondo Guanciale, per spiegare l’urgenza di raccontare questa pagina di storia recente: «Negli anni Novanta c’erano le stragi, la mafia riempiva i telegiornali, era un’emergenza sociale. Se ne parlava di continuo, ora Cosa Nostra ha rimodulato il suo modo di operare, è sempre più invisibile ma non meno pericolosa. Bisogna che se ne parli, soprattutto ai giovani».
«Messina Denaro non si è arreso, è stato battuto»
E su Messina Denaro ha aggiunto: «Ricordo da ragazzo il senso di angoscia che scatenava il suo nome. La sensazione disorientante della carrellata di ricostruzioni fotografiche nel tentativo di dargli un volto. Mi chiedevo: se lo incontrassi saprei riconoscerlo? Si respirava la certezza che non l’avrebbero mai preso. Addirittura dopo la cattura qualcuno ha detto: “Si è fatto prendere ora che è malato”. Stupidaggini! Tanto che durante l’arresto lo stesso Messina Denaro, incredulo, chiese ad Arcidiacono: “Chi mi ha tradito? Dimmi chi è l’infame”. Nessuno. Ha vinto lo Stato, ed è quello che raccontiamo nell’Invisibile».
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