Papa Leone XIV e il Vaticano contro la pena di morte
- La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona, ha dichiarato Papa Leone XIV in un messaggio pubblicato su X il 10 ottobre, in...
- Nel suo intervento pubblicato sull’account @Pontifex con l'hashtag #NoDeathPenalty, Leone XIV ha affermato che il bene comune e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla...
- Sulla decisione relativa all'ex militare di Fort Hood è intervenuto anche il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, il quale ha dichiarato ai giornalisti: Certamente non...
La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona
, ha dichiarato Papa Leone XIV in un messaggio pubblicato su X il 10 ottobre, in occasione della Giornata mondiale contro la pena capitale. Il Pontefice è intervenuto dopo che il Pentagono ha annunciato l’intenzione di trasmettere in diretta streaming la fucilazione di Nidal Malik Hasan, l’ex maggiore dell’esercito condannato per la strage di Fort Hood del 2009, in Texas.
Nel suo intervento pubblicato sull’account @Pontifex con l’hashtag #NoDeathPenalty, Leone XIV ha affermato che il bene comune e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla pena capitale. Il Papa ha ricordato che esistono sistemi di detenzione efficaci capaci di proteggere i cittadini senza privare definitivamente i colpevoli della possibilità di redimersi.
La condanna vaticana della spettacolarizzazione
Sulla decisione relativa all’ex militare di Fort Hood è intervenuto anche il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, il quale ha dichiarato ai giornalisti: Certamente non è accettabile che ci sia una spettacolarizzazione della morte
. Parolin ha osservato che, per quanto una persona possa essere colpevole, esistono altri sistemi, ribadendo l’opposizione totale della Chiesa alla pena capitale in quanto incompatibile con la dignità umana e inefficace come deterrente. Anche l’arcivescovo Paul Stagg Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, ha definito la mossa del Pentagono «una promozione barbara di una cultura di morte».
Il dibattito negli Stati Uniti
La presa di posizione del Papa si inserisce in un periodo in cui il tema della pena capitale è tornato al centro dell’attenzione pubblica americana, segnato non solo dal caso dell’esecuzione di Hasan prevista per il 3 dicembre, ma anche dalla vicenda di Christa Pike. La detenuta in Tennessee è sopravvissuta a due iniezioni letali ed è stata ricoverata all’ospedale di Nashville. Il suo caso ha aperto un confronto giuridico in un terreno inesplorato, poiché la legge prevede una nuova esecuzione a meno che non si dimostri che la donna abbia subito danni cerebrali tali da renderla incapace di comprendere la condanna, o che la procedura violi l’Ottavo Emendamento contro le pene crudeli e inusuali.
